lunedì 30 agosto 2010

CORSO BASE IN PRODUZIONE AUDIO DIGITALE - Capitolo 3 - I microfoni (parte seconda)

Il secondo criterio di classificazione dei microfoni, come visto precedentemente, riguarda l'alimentazione elettrica. Anche in questo caso è possibile fare una duplice distinzione tra microfoni passivi, ossia quelli che non necessitanodi alimentazione elettrica per poter funzionare, e microfoni attivi che invece hanno bisogno di una tensione di corrente ai fini del corretto funzionamento (proveniente da una pila o dalla phantom).

Terzo e ultimo criterio di classificazione riguarda il principio di funzionamento e in tal caso avremo:
  • Microfoni DINAMICI: tipicamente passivi e caratterizzati da trasduzione basata su campi magnetici. Fanno parte di questa categoria i microfoni a bobina mobile e i microfoni a nastro.
  • Microfoni ELETTROSTATICI: tipicamente attivi e caratterizzati da trasduzione basata su campi elettrici. Fanno parte di questa categoria i microfoni a condensatore e quelli a elettréte.
  • Microfoni PIEZORESISTIVI: sono microfoni tipicamente attivi, tel tipo a carbone.
  • Microfoni PIEZOELLETTRICI: sia attivi che passivi, sono microfoni del tipo a cristallo.
  • Microfoni ELETTROSTRITTIVI: sia attivi che passivi, sono microfoni a ceramica.



L'argomento microfoni è estremamente vasto, quindi in questo corso daremo un'occhiata solo alle tipologie più diffuse in ambito musicale e nei project studio, ossia i microfoni del tipo a bobina mobile e a condensatore.


MICROFONI A BOBINA MOBILE

I microfoni a bobina mobile sono caratterizzati da una capsula composta da due cilindri disposti in maniera coassiale i quali costituiscono i due poli di un magnete. Tra i due cilindri vi è una cavità chiamata “traferro”, all’interno della quale viene erogato il campo magnetico della capsula. Al di sopra del cilindro centrale viene disposto il diaframma ancorato al magnete tramite un centratore flessibile che ha il duplice scopo di riportare il diaframma alla sua posizione di riposo ed evitarne i movimenti trasversali. Se il magnete è completamente chiuso il microfono sarà “a pressione”, mentre se vengono praticati opportuni fori il microfono sarà “a gradiente di pressione”.

La trasduzione in questo tipo di microfoni è determinata dalla presenza di una bobina mobile avvolta alla base del diaframma ed immersa nel campo magnetico esercitato dalla capsula. Il movimento del diaframma perturba il campo magnetico e genera, nella bobina mobile alla sua base, una corrente elettrica proporzionale all'entità del movimento, ovvero della pressione sonora.

Sezionetrasversale di un microfono a bobina mobile

I microfoni a bobina mobile vengono largamente utilizzati in situazioni live e per riprendere sorgenti con maggiore pressione sonora (es. rullanti o chitarre) in quanto risultano meno sensibili e più robusti. E' utile specificare che la robustezza per i microfoni indica non solo la loro effettiva resistenza ma anche la capacità di evitare la trasduzione delle vibrazioni di natura meccanica.

MICROFONI A CONDENSATORE

In questo tipo di microfoni il diaframma costituisce una delle due armature di un condensatore, mentre l’altra, denominata controelettrodo, è costituita da una lamina rigida a distanza fissa dal diaframma.Considerato che la capacità elettrica di un condensatore dipende dalla distanza tra le sue armature, il movimento del diaframma sollecitato dall’onda di pressione determinerà variazioni istantanee di detta capacità.
Affinché a queste variazioni corrisponda una modifica della tensione elettrica (traduzione del segnale), tra le armature del condensatore deve essere stabilita una carica elettrica di valore costante fornita da un apposito circuito a tensione continua alimentato dall'esterno.Questo tipo di alimentazione viene chiamata phantom e fornisce al microfono una tensione di +48V utilizzata non solo per polarizzare le armature del condensatore ma anche per alimentare un piccolo preamplificatore contenuto nel microfono stesso.

Sezionetrasversale di un microfono a condensatore

I microfoni a condensatore, al contrario di quelli a bobina mobile, essendo più sensibili e meno robusti, vengono utilizzati per la maggior parte dei casi in studio per riprendere ad esempio voci e cori, mentre in situazioni live vengono usati per riprendere i set di piatti della batteria.