lunedì 16 marzo 2015

Arduino - Soluzione al problema di installazione del driver su Windows

Dopo aver acquistato una nuova partita di schede Arduino UNO rev. 3, mi è capitata una disavventura non da poco. Le schede non  ne hanno voluto sapere di funzionare con Windows; se considerate che questo è avvenuto nel pieno di un corso base su Arduino (appunto...) potete ben capire la portata della cosa.

In soldoni quello che è successo è che, nonostante la presenza dell'IDE Arduino correttamente installato sui computer, l'installazione del driver, una volta collegata la scheda via USB, falliva ogni volta. Come conseguenza l'Arduino risulta essere una "periferica sconosciuta" e la porta COM virtuale, usata per comunicare tra pc e scheda, non viene creata.

Arduino viene visualizzato come Dispositivo Sconosciuto
A nulla sono valsi i tentativi di installare manualmente il driver presente nella relativa cartella dell'IDE; Windows dice semplicemente di non trovare i driver per il dispositivo (ma i driver sono lì...).

Per risolvere il problema potete seguire i seguenti passi che sembrano funzionare:


  1. Collegate Arduino al computer
  2. aprite il "Pannello di Controllo"
  3. aprite la sezione "Gestione Dispositivi"
  4. nell'elenco delle periferiche cercate "Periferica Sconosciuta" oppure "Arduino UNO" (li vedrete contrassegnati da un'icona di allerta) nella sezione "Altri Dispositivi"
  5. cliccate col tasto destro sulla "Periferica Sconosciuta" e selezionate "Aggiornamento Software Driver"
  6. selezionate "Cerca il software nel driver del Computer"
  7. selezionate "Scegli manualmente da un elenco di driver di dispositivo nel computer"
  8. selezionate la voce "Porte (COM & LPT)"
  9. nell'elenco produttori selezionate "Arduino LLC", mentre nell'elenco modelli selezionate "Arduino UNO"
  10. cliccate su Avanti e, all'avviso di Windows, cliccate su SI
In questo modo in driver viene installato correttamente; Arduino ora dovrebbe comparire nell'elenco delle porte COM con la seguente dicitura: "Arduino UNO (COMX)", dove X è il numero della porta creata. Il metodo funziona su Windos XP, 7 e 8. Fatemi sapere se incontrate qualche problema in questa procedura.


Arduino elencato nelle porte COM


mercoledì 21 gennaio 2015

MCP23017 - Moltiplicatore di porte per Arduino



Il chip MCP23017 è un'expander di ingressi/uscite che sfrutta il protocollo di comunicazione I2C. Potete collegarlo al vostro Arduino utilizzando solo due pin (quelli necessari alla comunicazione I2C) e in cambio ottenere 16 porte di I/O digitali.
Inoltre potete concatenare fino a otto expander in serie e ottenere 128 porte digitali, sempre al solo prezzo di due pin.

Qui di seguito vi propongo un semplice circuito utile a spiegarvi come collegare e usare l'MCP23017: collegate ad una porta dell'expander un pulsante e ad un'altra un led; Arduino, attraverso il moltiplicatore di porte, legge l'input del pulsante e accende il led di conseguenza.



Per realizzare il circuito avete bisogno di un Arduino (in questo caso una scheda UNO R3), una breadboard,

mercoledì 31 dicembre 2014

Aggiornamento Home Studio



Ultimo post dell'anno. Ho aggiornato la pagina del mio Home Studio con gli ultimi acquisti che ho fatto:

Presonus Digimax D8
Radial J48
Radial X-Amp

Auguro buon anno a tutti.

giovedì 13 novembre 2014

Cassa acustica per chitarra fai-da-te

Il progetto 3D della cassa realizzato con Sketchup 


Quello che vedete qui sopra è il modello 3D della cassa per chitarra che ho deciso di costruire. Le sue caratteristiche sono:
  • cono 8"
  • 20W di potenza massima
  • 8Ω di impedenza
  • parte posteriore di tipo "aperto"
  • dimensioni pari a 31(H)x31(L)x20(P) centimetri
È una piccola cassa dalle modeste prestazioni che mi servirà sia come primo approccio alla costruzione di casse di questo tipo, sia per utilizzarla con il Noisy Cricket e con i vari pedali per chitarra che costruirò in seguito (ma questa è un'altra storia).

Dopo aver progettato e verificato le dimensioni in Sketchup, la prima mossa da fare è recuperare il legno e le componenti elettroniche. Io ho scelto di utilizzare il compensato multistrato da 15 millimetri e mi sono fatto tagliare i pezzi su misura da Leroy Merlin come segue:

  • due tavole 31x20 cm (parte superiore e inferiore)
  • due tavole 28x20 cm (laterali)
  • due tavolette 28x8 cm (posteriore)
  • quattro listelli 2x3x28 cm e quattro listelli 2x3x24 cm (le due cornici)
  • due tavole 28x28 cm per il "baffle" (il setto dove si alloggia il cono)
Ho fatto tagliare due baffle perché vi devo realizzare il foro per il cono che, a quanto pare, è l'operazione più difficile di tutta la costruzione; avendone due sono libero di sbagliare la prima volta senza che io debba ritornare in negozio per farmene fare un altro.

Raccolta del materiale utile alla costruzione della cassa
Per il cono, un Jensen modello Mod 8-20 da 8", e per cavetti e jack mi sono servito da Banzaimusic.

Il primo problema che ho incontrato è che i listelli che ho fatto tagliare non hanno una sezione precisa e variano parecchio rispetto alle dimensioni dichiarate; mi sono quindi ritrovato con pezzi troppo corti per realizzare le cornici interne alla cassa. Ho dovuto prendere altri listelli e tagliarli alla lunghezza corretta da solo. L'operazione è semplicissima se disponete di una di quelle guide per segare diritto, quindi vi consiglio vivamente di fare lo stesso anche voi.

Per la prima delle due cornici ho realizzato un giunto semplice sovrapponendo due estremità dei listelli e incollando; a colla asciugata ho inserito un paio di viti a rinforzo.

Incollata la prima cornice 
Mentre la cornice si asciuga ho realizzato il foro per il cono nel setto deflettore (baffle) della cassa. Per questa operazione ho utilizzato il trapano sul quale ho montato una punta particolare chiamata "punta fora lastre".
Punta fora lastre
Il risultato è eccellente. Il mio trapano però ha un numero di giri troppo basso, oppure una coppia insufficiente, quindi l'operazione non è stata
semplicissima. Consiglio di usare un trapano

sabato 6 settembre 2014

Aspiratore per fumi di saldatura - Secondo aggiornamento


Quarto e (spero) definitivo appuntamento con il mio aspiratore per i fumi di saldatura. Per chi volesse un riepilogo delle puntate precedenti può trovare qui il post dove illustro ideazione e progettazione, qui il post della realizzazione e qui il post delle modifiche.

Dopo le variazioni apportate l'ultima volta non ero ancora soddisfatto dell'aspirazione e stavo pensando ad un modo per migliorarla ancora. Fortunatamente sulla rete si è generata una discussione/confronto con alcuni utenti di Google+ (grazie Daniele, Gianmarco, Eric e Alessio) che, preparatissimi in materia, hanno dato ottimi consigli su come ottimizzare la resa dell'aspiratore.

Quello che è emerso è che l'aggiunta di una seconda ventola che ruota nello stesso verso della prima comporta solo un aumento dell'assorbimento di corrente, mentre l'aspirazione rimane invariata. Questo avviene perché la prima ventola modifica il moto dell'aria da lineare a elicoidale disperdendone parte dell'energia; la seconda ventola, girando nello stesso senso della prima, amplifica il moto elicoidale, senza generare di fatto nessun aumento della forza di aspirazione.

Nel mio aspiratore l'aria è risucchiata da due ventole per computer delle quali, ovviamente, non è possibile invertire il senso di rotazione ed evitare la situazione appena descritta.
Per questo motivo ho deciso di optare per un'altra soluzione posizionando le due ventole in modalità push/pull e di verificare nuovamente la capacità di aspirazione dei fumi della mia piccola creazione.

Le ventole posizionate in modalità push/pull
Il concetto del push/pull è molto semplice. Le due ventole sono disposte "a sandwich" sullo strato filtrante in modo che quella frontale vi spinga l'aria attraverso mentre quella posteriore la risucchia via dalla spugna. Lo strato filtrante "isola" le due ventole andando a annullare il moto elicoidale dell'aria in uscita dalla prima e, di conseguenza, le rende efficaci entrambe.

In foto potete osservare che la ventola posteriore non aderisce allo strato filtrante, ma questo è dovuto all'ingombro del circuito di alimentazione che non lo permette quindi ho dovuto adattarmi.

Il risultato è estremamente soddisfacente, ma lascio giudicare a voi. Vi ripropongo il filmato dell'aspirazione registrato alla fine delle scorso post (risultato elle prime modifiche) e il nuovo filmato che mostra gli effetti del push/pull.



venerdì 5 settembre 2014

InsomniaX - Chiudere lo schermo del Mac senza mandarlo in modalità "sleep"

Il logo di InsomniaX

InsomiaX è un software gratuito che consente, ai possessori di un portatile Apple, di sopperire ad una grossa mancanza di OS X: poter chiudere lo schermo del proprio Macbook senza mandarlo in modalità "sleep".
Una volta avviato, InsomniaX si presenta come una piccola luna nella barra dei menu; nei suoi menu a discesa potete scegliere quale azione (o inazione...) deve eseguire il Macbook quando chiudete il coperchio.

I menu di InsomniaX
Una caratteristica molto interessante di questo programma è la possibilità, nella sezione "Preferenze", di disabilitare la funzione sleep soltanto in determinate occasioni; ad esempio potete scegliere di disabilitarla quando è in esecuzione VLC così da poter chiudere lo schermo e godervi il vostro film sulla televisione senza lo schermo del Mac a infastidirvi.

Potete scaricare il programma qui:

  • Macupdate (versione per OS X 10.7 e superiori)
  • Semaja2 (versione precedente 1.3.5)
  • Semaja2 ( versione precedente 0.5)

- ATTENZIONE! -
Due osservazioni su questo programma:
  1. InsomniaX non risiede in pianta stabile nella vostra barra dei programmi. Questo significa che ad ogni spegnimento e successiva accensione del vostro Mac dovete riavviare l'applicazione se ne volete utilizzare le funzioni;
  2. i Macbook non sono progettati per lavorare a schermo chiuso; un utilizzo intenso e prolungato del vostro portatile Apple in questa modalità potrebbe portarlo a surriscaldarsi in maniera anomala e causare la bruciatura di alcuni pixel nello schermo.