mercoledì 1 settembre 2010

CORSO BASE IN PRODUZIONE AUDIO DIGITALE - Capitolo 3 - I microfoni (parte terza)

ACCENNI SULLE TECNICHE DI RIPRESA MICROFONICA

Le tecniche di ripresa microfonica sono molteplici e variano a seconda del microfono e/o strumento, in particolare nel caso di riprese stereofoniche. Tuttavia, a prescindere da tali tecniche, il metro di giudizio da utilizzare in una ripresa è l'orecchio umano, assieme ad una buona dose di buon gusto: la ripresa dipenderà dal punto in cui vi è la migliore emissione della sorgente sonora, dalla posizione del microfono e dalla sua tipologia; di conseguenza la migliore registrazione si otterrà soltanto dopo diverse prove di microfonazione dello strumento.
Qui di seguito si esaminano alcuni accorgimenti da tener presente, in fase di microfonazione, per gli strumenti più frequentemente utilizzati: batteria, chitarra e voce. Il basso non viene mensionato perché è pratica comune riprenderlo tramite DI; tuttavia, in linea di massima, quanto specificato per la chitarra potrebbe adattarsi per la microfonazione del basso, a meno di una buona considerazione della differenza di range frequenziale tra i due strumenti.

  • Batteria: la batteria è costituita da un insieme di pezzi la cui composizione varia a seconda del musicista, ma la sua configurazione standard prevede una grancassa, un rullante, un charleston, due tom, un timpano e vari piatti. La natura di questi pezzi è estremamente varia e porta l’estensione frequenziale della batteria dai 50 Hz (cassa) ai 10-15 KHz (piatti): la scelta dei microfoni giusti assume un ruolo molto importante sia che si decida di riprendere un esecuzione nel suo insieme, sia che si opti per una ripresa in multitraccia (un microfono per ogni pezzo).
    Per i tamburi e il rullante vengono per lo più utilizzati microfoni dinamici posizionati a circa 5-10 cm dalla pelle, direzionati più verso il centro della pelle se si desidera un suono con maggiore contributo delle basse frequenze o verso il bordo per un suono più asciutto. Anche per la cassa vengono spesso utilizzati microfoni dinamici (a diaframma largo) posizionati all’interno della cassa stessa, in corrispondenza del battente se desideriamo un suono carico di attacco oppure più spostato verso il bordo per un suono più corposo. Il charleston viene ripreso sul suo piatto superiore con microfoni dinamici avendo l’accortezza di inclinarli verso l’esterno del piatto in modo tale da ridurre i rientri del rullante. I piatti infine possono essere ripresi con tecnica stereo usando una coppia di microfoni a condensatore posti poco al di sopra della testa del batterista: maggiore è l'altezza di posizionamento e minore è il contributo di tutta la batteria a favore di una ripresa dei soli piatti.
  • Chitarra: la gamma delle frequenze fondamentali di una chitarra si estende da un limite inferiore di circa 80 Hz sino ad un limite superiore prossimo ai 1200Hz, mentre se si considerano anche le parziali armoniche l’estensione dello strumento raggiunge i 4-5 KHz.
    Per la sua ripresa sonora vengono maggiormente utilizzati microfoni dinamici con spiccate caratteristiche di unidirezionalità posizionati a circa 10 cm dall’altoparlante dell’amplificatore; una tale impostazione si avvantaggia di una spinta in più sulle medio-basse frequenze a causa dell’effetto di prossimità (amplificazione delle basse frequenze inversamente proporzionale alla distanza tra microfono e sorgente) che caratterizza i microfoni. L’esatta posizione del microfono dipende dalle esigenze sonore tenendo presente che in asse, ossia secondo una perpendicolare al centro del cono, l’altoparlante emette tutte le frequenze comprese nella sua gamma di funzionamento al massimo livello di cui è capace, mentre fuori asse le componenti di frequenza più elevata tendono a diminuire con l'aumentare di distanza e angolatura tra asse principale del microfono e asse principale dell’altoparlante.
  • Voce: nel parlato la gamma delle fondamentali è compresa tra 110 e 165 Hz per una foce maschile e tra 220 e 330 Hz per una voce femminile. Nel canto tale estensione può ampliarsi sino a raggiungere due ottave; i limiti inferiore e superiore dipendono ovviamente dalle potenzialità vocali del cantante. Tuttavia la distribuzione spettrale della voce è completata da un gran numero di parziali, il che porta il limite superiore della gamma ben oltre i 10 KHz per la voce maschile e oltre i 15 KHz per la voce femminile.
    Scelta e disposizione del microfono per la ripresa della voce dipendono dal risultato che si vuole ottenere; tuttavia l’utilizzo di microfoni a condensatore montati su appositi sostegni a molla (shockmount) costituiscono la scelta migliore in quanto più sensibili a cogliere tutte le sfumature dinamiche del cantante. Ci sono due accorgimenti da tener presente: controllare le sibilanti (“s” ed “f”) e le plosive (“p” e “t”). Nel primo caso si può far fronte a questo problema utilizzando microfoni che enfatizzano meno le frequenze alte oppure utilizzando un dispositivo chiamato de-esser il quale comprime il segnale solo nel momento in cui riceve tali sibilanti. Per ridurre invece le consonanti plosive, viene posizionato un filtro chiamato anti-pop a circa 10-15 cm dal diaframma del microfono.