mercoledì 12 novembre 2008

Sun xVM VirtualBox: il grande dono della virtualizzazione sotto Ubuntu


Sono riuscito a effettuare la mia prima virtualizzazione e voglio condividere con voi questo successo. In altre parole sono riuscito a far girare un sistema operativo (detto guest) su una macchina virtuale all'interno di un altro sistema operativo (detto host). I vantaggi di questa operazione vanno dal semplice ricavare vantaggi dall'utilizzo di sistemi operativi diversi senza riavviare mai il pc alla possibilità di testare un sistema operativo o un software al suo interno senza il pericolo di rovinare qualcosa e dover formattare tutto.
Nel mio caso l'host è Ubuntu 8.04 Hardy Heron, il guest è Windows XP Home SP2 e per la virtualizzazione ho scelto VirtualBox, un software opensource di mamma Sun (proprietaria di Java e Openoffice).La prima cosa da fare è collegarsi al sito di VirtualBox e scaricare il pacchetto d'installazione per Ubuntu. Questa è la prima nota felice dato che il pacchetto non ha dipendenze e quindi può essere scaricato su un qualsiasi pc ed in un secondo momento trasferito ed installato sul proprio sistema senza problemi (una manna per chi, come me, non ha l'adsl a casa).
Una volta installato, l'icona di VirtualBox si dovrebbe trovare in APPLICAZIONI > STRUMENTI DI SISTEMA. Se così non fosse cliccate con il tasto destro sull'icona del menù di Ubuntu e scegliete “modifica menù”, quindi cercate l'icona e attivatela spuntandone la casella.

Una volta avviato il programma è possibile creare più macchine virtuali, ognuna per un sistema operativo distinto. Non so se è possibile lanciare più macchine virtuali contemporaneamente, ma è certo che ognuna di esse, al fine di far girare il sistema operativo installatovi, attingerà alle risorse del vostro pc (potenza di calcolo, RAM , hardisk) il quale dovrà essere sicuramente performante in tal senso anche solo per una singola virtualizzazione.
Quando si crea una nuova macchina virtuale, bisogna impostare una serie di parametri utili a VirtualBox nella sua creazione:
  • nome della macchina virtuale, che serve a distinguerla univocamente; in genere è bene includere nel nome anche il tipo di sistema operativo che monta (ad esempio “Virtual 1 – Win XP Pro SP2”;
  • tipo di sistema operativo che verrà installato;
  • quantità di ram che la macchina andrà ad utilizzare, sottraendola al sistema host;
  • dimensione e posizione del disco virtuale, che andrà a costituire il disco rigido della macchina.

Una volta terminato questo passo è possibile inserire il cd d'installazione del sistema operativo guest (originale, mi raccomando...) e accendere la macchina creata: viene avviata l'installazione del sistema guest esattamente come avverrebbe durante una normalissima procedura. Al termine dell'installazione avrete un bel XP Home SP2 (nel mio caso) che gira in una finestra sul vostro desktop di Ubuntu, per mettendovi di accedere a quei programmi in ambiente windows ai quali proprio non riuscite a rinunciare.


Per completezza inserisco i dati dei due sistemi sul mio portatile:
  • Host – Ubuntu 8.04 – Celeron M 520 - 1,5 Gb RAM – grafica Intel GMA 950 – 80 Gb HD

  • Guest – Windows XP Home SP2 – 512 Mb RAM – 6 Gb virtual HD